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ZES Unica Sud
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A partire dal 1° gennaio 2024, è stata istituita la Zona Economica Speciale (ZES) Unica, un’iniziativa cruciale per rilanciare le regioni del Mezzogiorno italiano. Prevista dal Decreto-Legge n. 124/2023, questa misura sostituisce le otto ZES preesistenti, unificando le politiche economiche e amministrative in un’unica struttura. La ZES Unica, ora prorogata fino al 31 dicembre 2028 grazie alla Legge di Bilancio 2026, mira a promuovere lo sviluppo economico e sociale in queste aree svantaggiate, offrendo opportunità di investimento e semplificando l’accesso ai benefici fiscali per le imprese.

Cosa comporta l’istituzione della ZES Unica?
Il Decreto-Legge n. 124, noto come Decreto Sud, promulgato il 19 settembre 2023, introduce importanti misure per il rilancio economico del Mezzogiorno. Tra queste, spicca l’istituzione della ZES Unica, che unifica le precedenti otto ZES delle regioni meridionali. Operativa dal 1° gennaio 2024, la ZES Unica copre le regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna, offrendo una struttura normativa e fiscale armonizzata per stimolare lo sviluppo economico e attrarre investimenti. Tali agevolazioni sono concesse nel rispetto dei massimali previsti dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027.
- Campania, Puglia, Calabria e Sicilia:
- 60% per le piccole imprese
- 50% per le medie imprese
- 40% per le grandi imprese
- Molise, Basilicata e Sardegna:
- 50% per le piccole imprese
- 40% per le medie imprese
- 30% per le grandi imprese
- Abruzzo:
- 35% per le piccole imprese
- 25% per le medie imprese
- 15% per le grandi imprese
Benefici e condizioni del credito d’imposta ZES Unica
Il credito d’imposta ZES Unica rappresenta uno degli strumenti principali per incentivare gli investimenti nel Mezzogiorno. Questo incentivo fiscale è rivolto alle imprese che acquistano beni strumentali destinati alle strutture produttive situate nelle regioni coinvolte.
Tuttavia, alcune imprese operanti in settori specifici sono escluse dall’agevolazione, tra cui l’industria siderurgica, carbonifera, dei trasporti, dell’energia e i settori finanziari. Il credito d’imposta è calcolato sul costo dei beni acquistati o realizzati entro il 15 novembre 2025, con un limite massimo di 100 milioni di euro per ciascun progetto di investimento.
Gli investimenti agevolabili comprendono l’acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, terreni e immobili strumentali agli investimenti. Tuttavia, il valore dei terreni e degli immobili non può superare il 50% del valore complessivo dell’investimento. Per accedere all’agevolazione, i progetti devono avere un valore minimo di 200.000 euro, e i beni acquistati o realizzati devono essere operativi entro il secondo periodo d’imposta successivo alla loro acquisizione o completamento.
Presentazione della domanda
Gli operatori economici interessati a beneficiare del credito d’imposta ZES Unica dovranno seguire una procedura specifica. È necessario comunicare all’Agenzia delle Entrate:
Tra il 31 marzo e il 30 maggio 2026, l’ammontare delle spese sostenute a partire dal 1 gennaio 2026 e quelle che prevedono di sostenere fino al 31 dicembre 2026.
Tra il 3 gennaio 2017 e il 17 gennaio 2027, una comunicazione integrativa attestante l’avvenuta realizzazione degli investimenti realizzati entro il 31 dicembre 2026.
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